“Vittime” 15mila pensionati. Le modalità di recupero delle somme in più.
La notizia è di quelle che lasciano davvero esterrefatti: nel cedolino di marzo, tra i 15 e i 20mila pensionati si sono trovati fino a 1.000 euro in più di pensione per un errore dell’INPS che ha prodotto il pagamento di somme in più, riferibili, a quanto ci risulta, ad un conguaglio fiscale 2025 errato conseguente al taglio del cuneo contributivo e della sua trasformazione, in bonus fiscale fino a 20mila € e in detrazione tra 20 e 40mila €, destinata solo ai lavoratori dipendenti e applicata invece dall’INPS anche ai pensionati.
La denuncia del problema è venuta direttamente dal Segretario Generale FLP, Marco Carlomagno, che in una intervista a “Lavori in corso” di RadioRadio di sabato 21 u.s., ha segnalato l’infortunio occorso all’Istituto previdenziale (clicca qui per leggere l’articolo). Il problema è però ora deflagrato, e ha trovato spazio e rilievo anche su altri media importanti, e tra questi anche Il Sole 24 Ore e La Repubblica di ieri.
Immaginiamo la sorpresa del pensionato in questione: quei soldi in più rappresentavano davvero una manna inaspettata arrivata dal cielo, magari in quel momento ha pensato ad un arretrato o magari non si è chiesto neanche il perché, e gli unici pensieri che hanno affollato la sua mente in quei minuti sono stati come impegnare quella somma inattesa: acquistare qualcosa che si è finora forzatamente rinviato? fare dei regali finalmente importanti ai propri nipotini? accantonare la somma per future esigenze?
Ma la realtà era ben diversa, purtroppo: trattavasi di un errore di imputazione da parte INPS, e conseguentemente il di più percepito dovrà essere restituito all’Istituto. Ma con quali modalità? in una unica soluzione, il che comportava una pensione di aprile ridotta davvero al lumicino con il carico immaginabile di problemi, o invece in più soluzioni (non oltre il quinto, secondo la regola) il che comportava un assegno pensionistico certamente ridotto nei prossimi mesi ma in un quadro complessivo più gestibile?
Ovviamente, abbiamo pensato che la prima opzione fosse da escludere in maniera assoluta anche perché avrebbe arrecato al pensionato un gravissimo danno dopo la beffa, e siamo allora intervenuti prontamente sollecitando l’Istituto – che dovrà obbligatoriamente recuperare le somme corrisposte impropriamente – a farlo ma riducendo al minimo le ricadute negative sull’interessato e dunque a disporre il recupero attraverso successivi prelievi mensili in cedolino anche minori rispetto al canonico quinto.
Da quanto ci risulta, pare proprio che l’Istituto abbia scelto questa strada, quella del rimborso rateale, e con le seguenti modalità: per importi fino a 150 € corrisposti impropriamente a marzo, il recupero verrà effettuato in una unica soluzione con il cedolino di aprile; invece, per gli importi superiori a 150 €, il cedolino di aprile registrerà solo un doppio movimento, a debito e a credito, che ne azzererà contabilmente l’effetto, mentre il recupero delle somme impropriamente percepite avverrà ratealmente a partire da maggio, con un massimo di otto rate fino a dicembre. Dunque, chi si è trovato mille euro in più a marzo subirà un prelievo di 125 euro al mese fino a saldo del debito.
Si dovrebbe chiudere così una vicenda davvero spiacevole denunciata dal nostro Segretario Generale, rispetto alla quale pensiamo che INPS dovrebbe attivare i presidi più efficaci e porre in essere da subito gli accorgimenti tecnici più utili a scongiurare per il futuro il ripetersi di analoghi inconvenienti.
Concludiamo con una annotazione. RadioRadio, a conclusione dell’articolo che riportava la denuncia del Segretario Generale FLP, ha ricordato l’altra nostra, recente denuncia sull’inciampo in cui è incorso INPS “che ha spiegato di non voler pagare il TFS in un’unica soluzione perché i pensionati spenderebbero troppo e male i propri soldi” di cui abbiamo dato notizia nei nostri recenti Notiziari. RadioRadio ha anche ricordato che FLP “ha combattuto battaglie fondamentali sul Trattamento di Fine Servizio dei dipendenti pubblici”. Ne andiamo fieri e continueremo naturalmente su questa strada, a difesa dei nostri amici pensionati!
Il Coordinamento Nazionale CSE FLP Pensionati
